22.4.17

So Kanno - Takahiro Yamaguchi : Asemic languages


asemic languages

by so kanno and takahiro yamaguchi



"Characters are a means of visual communication and recording a language. Civilizations throughout the world have created various characters, which convey their culture and history. This project focuses purely on the form of the characters rather than their meaning. The characters have been learned by artificial intelligence (AI) not for their meaning but for their shape and patterns. AI has created and drawn lines that look like characters but do not have any meaning.
This work was publicized at the international art festival “Aichi Triennale 2016”. It was implemented by collecting handwritten artist statement or description of work of an extremely international group of 10 participating artists. By learning handwriting with one writer in each language, artificial intelligence collected information on the shapes of each character system, as well the idiosyncrasies of each writer, of a AI, to possess a plotter.
The generated lines are written as if they meant something important, also look like trying to deceive." from: kanno.so













16.3.17

Riccardo Cavallo : elenco di elenchi compact8s9


Aillen alberi allora andò attorno avrebbe Becfola Becuma Bran e Scéolan Branduv c’era caccia Caelte Cairell Cairidè campione cani CAPITOLO cerbiatta cervo clan Conán Conaran Conn Connacht conoscere Crimthann Cruachan cuore d’accordo d’Irlanda davvero dell’Ulster Dermod dolce domandò Fionn Donna Ardente Dublino Duv Laca Edair erano fece Fergus Fiachna Fiacuil Fianna figli di Morna Finegas Finnian Fionn fissò giorno giovane Goll gridò guardò Iollan Irlanda irlandese James Stephens Joyce l’altro l’amore l’aveva l’un l’unica l’uomo lancia lasciò Leinster Lochlann lungo Mac an Dáv mac Morna Manannán mangiare mano moglie mondo Mongan mucche naso notte occhi Oisín padre palandrana passato pensare piedi poeta porta poteva proprio racconto ragazzo rispose Ronán salmone saltava Samhain sapeva sarebbe Segda sentito Shí signore sposa stava Stephens storia Tara terra terribile testa Tibraidé Tuan Tuatha Dé Danann Tuiren Uct Dealv Ulster un’altra uomini uomo vecchiaccia vedere venne verso XII secolo Zotico quante miglia sino a babilonia tre volte venti e dieci posso arrivare di sera ed anche ritornare il linguaggio per assumere la funzione che gli compete è privo di limiti nei suoi procedimenti four seasons,circhi porno,ritornare al medioevo,avanti con la storia________________sette regni non sarebbero sorti senza la tazza di caffè con monete metalliche o cartefrivole sesso prepagato divina foresta spessa calda e viva il dono mattutino siglato watts dall'estremo orienteSUICIDARE IL MONDO,FEUILLETON A ZERO____________FANCY,ROMAN SANS PAROLES_ALTERAZIONE ASISTEMATICA DEI REFERRERS.PREPARAZIONE ALLA LETTURA DELLA PREPARAZIONE DEL ROMANZO____ELENCO DI ELENCHI,LUCE MAIALA IN CUI GODONO LE ROSPE_ FURONO MEMOIRS ROMANTICI DI ANDERSEN E DEI FLLI GRIMM,LECTURE DA MG,AS,RP,ESCURSIONI NELLE INTERZONE allo Spirito filosofia finzione fondo forma romanzo formale G. W. F. Hegel genere gioco Goldschmidt Ibidem ideale incapace incorporali in...
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neoterica nuova Orazio paradosso parallele parodia peculiare peculiari piano pitagorismo Platone poema poesia poeta possibile problema proprio pseudos punto di vista rapporto realizza realtà Regenbogen religione rerum natura Rohde romanzo tardo-antico Santa Valeria satira scepsi scetticismo schema sembra senso simulazione sistema stoico spazio specifico spirituale stoicismo storia storico-filosofico teoria termini tradizione tragedia trasfigurazione tratta verità
Pubblicato da riccardo cavallo h. 15:55 Etichette: cut-up agency, elenco di elenc RENDICONTI DI CIÒ CHE FU STATO,ELENCO DI ELENCHI pro
toscritture chimeriche
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T.A.G,
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soluzioni finnegan
______________procedure mason-dixon,una linea(,,,)____________________________
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iscrizioni gotiche
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fregi astratti
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romanzi di cavalleria
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chandragupti renuka devi mandir
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10.3.17

princess monodose









Le stanze di Princess Monodose ripercorrono quell’istante e quello spazio insondabile in cui si interrogano e si rispondono a vicenda affabulazione e dettato poetico, dissolvendosi l’uno nell’altro e dando luogo ad un oggetto nuovo. Questo oggetto nuovo è una cornice ad alto tenore drammatico ed erotico; però non contiene alcuna figura, così come è del tutto refrattaria a qualunque narrativizzazione o novelization che dir si voglia. Non si risolve in narrazione o racconto, apritisesami e chiusure assolute vigenti e cogenti; fa invece del suo principio costruttivo una serie di sottrazioni, di tagli invisibili, operazioni più vicine alla magia che al gioco di prestigio. Allora il concreto concatenarsi di corpo, eros, cibo si fa contorno di figure definitivamente assenti, che ne è della tragedia, del suo mutarsi in dramma e delle metamorfosi che subisce? Qualcos’altro. Il dramma resta (la tragedia è tutta nei nomi), ed il nome del nome non è il nome, da Laozi a Lewis Carroll e oltre: va (quasi) da sé che qui non si tratti più d’una o più questioni di critica o teoria letteraria, e che s’avrà a conversarne con altri mezzi.

Riccardo Cavallo, 2007






5.3.17

Proposta di Munari (1950)



Proposta di Munari 1950 

Cembalo scrivano 
Rivista mensile per il personale d'ufficio 
Gennaio 1950 – Anno II – N. 1, pag. 7 

Periodico mensile edito a cura della Ing. C. Olivetti & C. S.p.A., Milano 1950





23.2.17

feuilleton altra storia / allegorie della scrittura


Ti ricordi quella carenza di “ossigeno delle emozioni” la carenza di quel che respiri, la carenza di tutto quel che ti fa venire voglia di vivere e respirare?

WS Burroughs, Il biglietto che esplose

#allegorie della scrittura
Se vi sorprendono tutta  nuda, celatevi pudicamente con una mano il viso e con l’altra la fica; ma non fate marameo con l’una e non masturbatevi con l’altra.

Non montate a cavalcioni sulle spalle di un signore se avete le mutande aperte. Per poco che siate eccitate, gli macchiereste il collo della redingote.

Tirarsi su la gonna, sedersi su un birillo ritto in piedi, farlo entrare lì dove voi sapete, e correr via stringendolo con la sola forza dello "schiaccianoci", è un esercizio dei più indecenti che una fanciulla bene educata non deve eseguire, anche se l’ha visto fare con successo.

Se giocando a "nascondino", vi ritrovate sola con una ragazzina in un nascondiglio impenetrabile, sgrillettate la vostra compagna: è l’usanza. E se fa la pudibonda, masturbatevi davanti a lei per darle il buon esempio.

Se mentre fate equitazione in compagnia di un affascinante cavaliere, la sella vi procura un’emozione travolgente, potete sospirare: «Ah!... ah!...», a patto che aggiungiate subito dopo: «È per lei, signore, che mi viene».








22.2.17

figura - segno



Immagine Linguaggio Figura (Laterza, Roma-Bari 2005) pone l’accento sulla complessità dei processi immaginativi alla base della produzione e della ricezione di ogni “figura” circolante pur in un mondo, come il nostro, sempre più saturo di stimoli visivi. «Ogni immagine trasposta in figura», scrive Garroni, «è il risultato di un lavoro non automatico sul materiale di per sé irrappresentabile, infinitamente vario e polimorfo, di un’immagine interna» che contiene, oltre all’insieme delle attività formative da cui discende, anche «la propria stessa storia culturale». Si tratti o no di prodotti artistici, di “arte”, dunque, o di “altro dall’arte”, la differenza saliente è quella tra figure che si sforzano di conservare traccia della loro relazione con l’«immagine interna» e altre, invece, che la occultano, spacciandosi indebitamente come semplici duplicati di realtà.



21.2.17

deleuze et le chat - feuilleton altra storia


En chacun de nous, il y a comme une ascèse, une partie dirigée contre nous-mêmes. Nous sommes des déserts, mais peuplés de tribus, de faunes et de flores. (...) Et toutes ces peuplades, toutes ces foules, n'empêchent pas le désert, qui est notre ascèse même, au contraire elles l'habitent, elles passent par lui, sur lui. (...) 

Le désert, l'expérimentation sur soi-même, est notre seule identité, notre chance unique pour toutes les combinaisons qui nous habitent. »
— 





. si la carte s’oppose au calque, c’est qu’elle est tout entière tournée vers une expérimentation en prise sur le réel. La carte ne reproduit pas un inconscient fermé sur lui-même, elle le construit…

… La carte est ouverte, elle est connectable dans toutes ses dimensions, démontable, renversable, susceptible de recevoir constamment des modifications. Elle peut être déchirée, renversée, s’adapter à des montages de toute nature, être mise en chantier par un individu, un groupe, une formation sociale. On peut la dessiner sur un mur, la concevoir comme une œuvre d’art, la construire comme une action politique ou comme une médiation.
 Une carte a des entrées multiples, contrairement au calque qui revient toujours 2
comincia e finisce con questa donna che si sfila gli infradito indossando abiti di gala per recarsi nella sede di una catena commerciale ormai estinta-occupa camere d'albergo vuote che restano tali ____________elenchi non fanno che proseguire,carni proibite,gatti dalle nove code vellutatissime,incontri segreti,progetti speciali,praticamente qualunque cosa al maschio dei suoi sogni da un istante all'altro ne solleverà il grembiale mentre sta china ad impastare o a scrivere chissaché e ne godrà la cuoca per elezione e destino il godimento della donna e che se ne goda scaricando su di lei tutto il godere così che quella lo moltiplichi tutto si riallinea in oasi beate giardini lacustri stanze inondate di luce la vita senza lettere è la morte fra le principali regole non averne alcuna-questa donna che diceva di volere molte vite mentre sfuggente si ritraeva dalla sola che stava vivendo,tanto desiderava disporre di un harem tutto suo che si chiuse in casa con una bottiglia di vino e sigarette leggere,feuilleton altra storia,magari drafts per poesie istruttive,progetti positivi,digesti di sirventesi vatti a sapere




18.2.17

trascrizione automaticamente generata




Le donne incinta sono state collocate nelle caselle e lasciate sul picco per un periodo di tre ore. Spesso le donne sono morte, ma le sopravvissute si mostrano solitamente prodotte. I sacerdoti considerano queste mostruosità un modo di umiliare la razza umana davanti agli dei, nella speranza di distogliere la loro rabbia.


Questi mostri orribili sono stati molto apprezzati, e vivevano nel tempio. Le donne che hanno partorito per la maggior parte dei mostri hanno ricevuto stelle d'oro, che sono state autorizzate a indossare in occasioni cerimoniali.



Riccardo Cavallo: Il recupero della parola


Recupero della parola: il campo si delimita.
Automaticamente - vengono da sé - nascono delle domande; cioè: recupero è restaurazione, re-instaurazione, ritorno all'umanesimo quale municipalmente lo si intende? No, ciò sta semmai all'opposto di ciò che si può propriamente definire un effettivo recupero della parola; il quale non può certo limitarsi ad esistere come recupero della parola stampata né di quella parlata, avendo da tradursi in rapporto organico fra una letteratura ed una prassi che, indissolubili, non si possono ignorare, tantomeno per quel che concerne la loro indissociabilità.
Una letterataura che non si ponga i problemi del suo collocarsi nell'ambito di fare politica culturale non è più concepibile da un pezzo.
Si evidenzia sempre di più l'impossibilità del saggio per il saggio, nonché del testo letterario esaltante tout court vita, istinto vitale, magari sotto le specie dell'esperienza vissuta di "avanguardie" (no, no, fine del bon sauvage, sia esistenzialista sia freak); questo perché ci si accorge che la letterataura ha uno spazio ed un contesto suoi, ben specifici, che non sono la pagina ed il libro, ma sono precisamente contesto e spazio di un porsi che trascende la pagina ed il libro, quello dello stile globale del fatto letterario.
Si tratta dunque di enunciare praticamente la fine (non il fine) di una letteratuara contenitrice di dati, come datrice di contenuti; dalla qual cosa a rigor di logica non può non discendere l'enunciazione, pratica anch'essa, della fine di un atteggiamento verso la letteratura, che è quello di setta, confraternita, parrocchia invisibile (quale vezzeggiativo di ecclesia invisibilis), ancor oggi molto diffuso. Venire allo scoperto.
Venire allo scoperto significa anche il riconoscimento della forte tendenziosità ideologica della scissione fra teorico e pratico così come essa viene comunemente accettata, ossia per fede.
Anche dell'edificazione di una celebre torre, la quale, da mito negativo, sempre più va facendosi realtà positiva.
Avviene pure che contaminandosi quelli che arcaicamente si definivano come "generi letterari" (ogni medaglia avendo il suo rovescio) il canto di morte dell'arte come dell'Arte si trasformi esso stesso in arte o peggio Arte, quando si voleva eliminare un'arte (a minuscola e/o maiuscola) perché di fatto portatrice di uno statuto poetico-politico oppressivo.
Non è dunque questione di Arte, e neppure di arte.
Il paradosso sta nell'odissea di una parola, nel non essere mitica di questa odissea.
Non re-insataurazione, non ri-proposta, ma proposta, nel pieno dell'attuale - si è detto, e giova il ripeterlo. 
E' vasta la dimensione del recupero-reinvenzione.
Una parola estranea perché estraniata si reinventa e viene ripresa.
Una parola che non teme di farsi luogo e veicolo di contraddizione. Essere farsi luogo del suo medesimo recupero.
Discorso nascente, non balbettio, fra il mantico e l'ermeneutico; una logica progettuale senza utopie e senza tecnologie.
Una punta di blasfemia per la parte, qualora la si scambi con il tutto.
Una contestazione della cesura, della pietra di confino fra "interno ed esterno" (parlo delle stesse radici ideologiche di certa alienazione).
Recupero della parola significa porre in modo radicalmente diverso sia il testo letterario che i rapporti venenti ad insaturarsi fra questo e chi lo legge, lo usa, ne fruisce; e che se ne fruisca. Ed anche: stile globale del fatto letterario.
E: porre fine ai rapporti narcisistico-inquinanti "autore"-testo ripercuotentisi in rapporti paralizzanti lettore-testo. Il testo che segue* è, riguardo a ciò, esplicativo.




*Il testo cui si riferisce Riccardo Cavallo non è stato possibile - ironia della sorte - recuperarlo

dalla rivista Pianura (Genova, data non rinvenuta)















25.1.17

Porà - rivista (numero zero)





[dal comunicato stampa]

È uscito il numero zero della rivista Porà

Pubblichiamo tre testi di Dmitrij Aleksandrovič Prigov e una foto di Aurora Di Napoli.

Porà è una rivista aperiodica. Circola attraverso email inviate in Ccn. Pubblichiamo poesia, prosa, nuove scritture in italiano o in traduzione italiana accompagnate da un'opera visiva.

Per informazioni, proposte, invio materiali o per ricevere Porà scrivere a: pora.rivista[at]gmail.com


Redazione: Aurora Di Napoli, Giorgia Romagnoli

Elaborazione grafica: Aurora Di Napoli

(La rivista è totalmente gratuita e non ha scopo di lucro. Tutti i diritti riservati agli autori.)