28.1.09

Maldoror: Voglio uccidere






Voglio uccidere.
Non voglio mangiare o fare l'amore è pericoloso. Voglio uccidere.
Uccidere.
Troverò chi uccidere?
Chiedo forse troppo?
Mio cugino più giovane di me uccide già da due anni.
Anch'io voglio uccidere.
Sono maturo, ucciderei con tatto e obiettività.

Entro nel bar degli appuntamenti.
Mi aggrappo intorno al collo di un cliente impegnato
a schiacciarsi i foruncoli dal mento
riflesso nel vetro della bottiglia di cognac.

Voglio uccidere.
Uccidere.
Non voglio fare il demente o l'impegnato
non sarebbe dignitoso da parte mia.
Voglio uccidere
Uccidere.
Esaltarmi di fronte alla prospettiva di un futuro
nel quale posso uccidere a sazietà.

Il cliente reagisce alla sorpresa
della mia irruenza, spezza la stretta scagliandomi
tra il vomito degli ubriachi
scaraventato contro il bancone
gettato sotto i tacchi del macellaio
colpito dalla chiave inglese del cameriere.

Voglio uccidere
Uccidere.
Non voglio il partito armato per "servire il popolo"
il popolo si serva da sé.
Non ci tengo a far star bene, voglio innescare lo scompiglio.
A sentirla nominare la pace mi fa l'effetto di Hiroshima.
Non ce l'ho con nessuno....in particolare.

Non vedo films d'autore.
Non m'interessa un cazzo di niente dell'ennesimo 33
dei Rolling Stones
Voglio uccidere.
Uccidere.
Per sapere se esisto realmente.

Giunge l'ora del rientro in ufficio.
Ho impellente necessità di uccidere
ma se lavoro come incontrare chi uccidere?
E se percorro in lungo e in largo la città
per imbattermi in qualcuno da uccidere
quando potrei sbrigare le mie pratiche?
Accidenti
devo smetterla di pormi il quesito
potrei sbandare paurosamente
quando invece conosco perfettamente i miei bisogni.

Voglio uccidere.
Uccidere.
Non m'importa chi, ma devo uccidere.
Stanerò voi che prevedete l'imprevedibile.
Smaschererò voi che schedate la pioggia.
Ucciderò senza distinzione di classe.
Mi avete imposto centinaia di doveri
concedetemi un solo diritto: uccidere.
Chiedo l'impossibile?

Mi vesto da Diabolik.
Costeggio il caseggiato col violino sotto il braccio.
Noto una finestra spalancata: balzo dentro.
Le due donne presenti si spaventano non poco.
Ingaggiata una breve colluttazione
lego la giovane al lavandino, poi tento di penetrare
col mio sesso l'anziana
ma fallisco a causa dell'eccessiva eccitazione.
Allora lego pure lei.
Sfodero il violino (meraviglioso!)
ed eseguo un brano delicatissimo.
Le donne urlano come dannate.
Non riesco a suonare, il chiasso impedisce la concentrazione.
I vicini accorrono alle grida inqualificabili
delle due donne picchiando violentemente sulla porta.

Constatato che la buona musica non è apprezzata
mi calo da dove ero salito e me la svigno.
Nella via mi nascondo sotto il pullman
ma probabilmente qualcuno deve avermi intercettato
dato che, da lì a poco, sento le canne dei mitra
della polizia premere nelle costole.

I poliziotti si burlano di me per aver scelto
la donna anziana ignorando la giovane.
Ma io so con certezza ciò che voglio.

Voglio uccidere.
Uccidere.
Chi vuole provare per primo?
Fatevi avanti.
Non siate timidi.
Date il buon esempio.
Abbattete l'ultima riserva.
Lasciatevi andare al brivido smisurato.
Avete tutto da guadagnare.
Visto che non sapete vivere
avrete almeno l'opportunità d'imparare a morire.




dall'audiocassetta allegata alla fanzine "zero zero n. 001" (novembre 1985)